Amylo-X® nei confronti della botrite dell’uva.

Il motto “prevenire è meglio che curare” è sicuramente adattabile a molte situazioni; restando nel nostro settore rappresenta una pietra miliare per il corretto utilizzo dei presidi fitosanitari, specialmente per le malattie fungine, ma non solo, visto che anche la confusione sessuale in fondo si basa su questo concetto.

Il veloce approfondimento e affinamento delle tecniche di indagine fitopatologiche a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi, può portare ad una sostanziale modifica delle comuni strategie di contenimento di diverse patologie.

A tale proposito recenti studi dimostrano che durante la fioritura della vite, la botrite oltre ad un attacco saprofitario sui residui fiorali e conseguente moltiplicazione dell’inoculo, può infettare anche le bacche, i pedicelli e il rachide in forma latente, ovvero questi vengono infettati dal micelio di botrite senza che la malattia si manifesti.

La manifestazione di queste infezioni precoci, avviene dopo l’invaiatura, in presenza di condizioni termo-igrometriche favorevoli, quando le modificazioni biochimiche ed istologiche riducono le capacità di autodifesa del grappolo e possono contribuire in maniera rilevante alla gravità della malattia.

Il trattamento considerato fondamentale per la botrite nella fase di pre-chiusura grappolo, protegge lo stesso dalle ultime infezioni latenti che si possono ancora instaurare e dalla sporulazione di botrite, che nel frattempo si è moltiplicata sui residui fiorali, però non può nulla nei confronti delle infezioni latenti avvenute prima, che come si diceva, in condizioni favorevoli divengono la causa principale della diffusione della malattia dopo l’invaiatura.

Quindi le risultanze di queste ricerche, peraltro ancora in corso di ulteriore approfondimento, tendono a giustificare sempre più un trattamento durante la fioritura, per prevenire l’instaurarsi di infezioni latenti e contenere quelle sui residui fiorali fin dall’inizio, per poi modulare i successivi interventi e prodotti utilizzati in base all’evolversi della stagione.

Si può obiettare, come detto, che queste infezioni rimangono latenti, se le condizioni ambientali nell’ultima fase del ciclo sono sfavorevoli alla botrite, ma al momento della fioritura questo non lo possiamo sapere. 

D’altro canto però si giustifica ancora di più, nell’ottica di una difesa sempre più sostenibile, l’impiego, in questa fase, di prodotti a bassissimo impatto come Amylo-X.

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