Phytoseiulus persimilis

Phytoseiulus
 
Predatore di Ragnetto rosso 
(Tetranychus urticae).


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Il Ragnetto Rosso Tetranychus urticae è uno dei più pericolosi fitofagi su molte colture di tutto il mondo. Di solito, soprattutto gli astadi giovanili, hanno due macchie scure sull’addome; il maschio è più piccolo, più mobile e dalla conformazione più allungata rispetto alla femmina. La femmina depone le sue uova (da ca. 40 fino a 100 in condizioni ottimali) sulla pagina inferiore delle foglie; da questa sguscia una larva esapoda che inizia subito ad alimentarsi. In seguito la larva muta in protoninfa (con 8 zampe) e poi deutoninfa per raggiungere lo stato di adulto. Il tempo che impiega a completare il proprio ciclo di sviluppo varia secondo la temperatura, l’umidità e la pianta ospite. Una volta divenuto adulto sono necessari altri 0,5‐3 giorni prima che la femmina inizi a ovideporre. Le femmine depongono le uova per un periodo di ca. 10 gg a 35°C, fino a 40 gg a 15°C. Con clima caldo e secco il ragnetto rosso può riprodursi molto rapidamente. In autunno, quando le temperature si riducono e il fotoperiodo si accorcia,  le femmine fecondate entrano in diapausa e assumono una colorazione rosso vermiglio. Esse vanno a ripararsi nelle strutture della serra, ma ricompaiono nella stagione successiva non appena le condizioni termiche lo permettono. In Italia T. urtica epuò svolgere ca. 5‐6 generazioni nel Nord, ma anche più di una trentina nell’Italia meridionale, dove in pratica non esiste alcun periodo di diapausa.

Danni. T. urticae si alimenta dei succhi cellulari e della linfa delle piante. Le cellule svuotate assumono un colore giallo, che può essere notato anche dalla pagina superiore della foglia dove si originano dei piccoli puntini gialli. Questo riduce il potenziale fotosintetico della foglia e impedisce un regolare bilancio idrico; inoltre le ragnatele prodotte dagli acari causano anche un problema estetico sulle piante ornamentali.

L’acaro predatore Phytoseiulus persimilis depone le proprie uova in prossimità delle colonie di T. urticae, distinguibili da quelle del ragnetto rosso per la loro forma ovale, il colore leggermente aranciato e le dimensioni doppie rispetto a quelle della preda. E’ molto importante saperle riconoscere perché questo è il primo segnale dell’avvenuto insediamento del predatore sulla coltura da difendere. Dall’uovo sguscia una ninfa esapoda che non si alimenta; allo stadio larvale segue una protoninfa e una deutoninfa prima dello stato di adulto. Il periodo di sviluppo preimmaginale in condizioni normali è più breve di quello del ragnetto rosso (ca. 5 gg a 30°C, 9 gg a 20°C e 25 gg a 15°C). Perciò in condizioni normali (tra 20 e 30°C) la popolazione di P. persimilis cresce più rapidamente di quella del ragnetto rosso. Alle temperature più elevate (> 30°) o con bassa umidità relativa (< 60%) il ragnetto è avvantaggiato rispetto al predatore, perchè le uova di P. persimilis possono danneggiarsi per disseccamento.

Il fitoseide si alimenta esclusivamente di ragnetto rosso e solo in caso di carenza di cibo possono aver luogo fenomeni di cannibalismo. Un adulto di P. persimilis divora tutti gli stadi di T.urticae, mentre le ninfe si alimentano solo di uova, larve e protoninfe. Il consumo giornaliero di una femmina adulta di P. persimilis può raggiungere le 20 uova (o larve) di ragnetto o 13 protoninfe o 5 adulti. Grazie al rapido sviluppo giovanile e alla sua voracità questo predatore può letteralmente spazzare via le colonie di T. urticae; infatti, anche se le ninfe di P. persimilis sono relativamente stanziali, gli adulti, non appena le prede scarseggiano, si muovono verso altre colonie della preda.

CONSIGLI PER L'IMPIEGO

Colture. P. persimilis può essere applicato su molte colture sia in serra che in pieno campo, sia orticole che ornamentali. Su pomodoro il predatore è meno efficace in quanto i peli viscosi presenti sulla solanacea ne limitano significativamente la mobilità.

Lancio del predatore. Eseguire il primo lancio all’avvio dell’infestazione e cioè alla comparsa dei primi ragnetti rossi e/o subito dopo l’avvistamento del primo focolaio. Nel focolaio si possono distribuire anche 20 predatori/m², mentre nel resto della superficie si consiglia di introdurre dai 6 ai 12‐15 predatori/m² (vedi sotto). Inoltre, dal momento che gli acari fitofagi si moltiplicano rapidamente durante il periodo estivo (ed è quindi più difficile il controllo), si consiglia di effettuare i primi lanci (o le prime misure di contenimento) non appena escono dalla diapausa. Distribuire omogeneamente il predatore in tutta la serra (se si avvista un focolaio, quasi sicuramente ne esistono altri che non sono stati notati!). E’ consigliabile ripartire il quantitativo di lancio in 2 volte, per es. 6 fitoseidi/m² la prima settimana e altri 4/m² dopo 1-2 settimane.

Condizioni ottimali. In condizioni normali P. persimilis è in grado di proteggere la coltura per tutta la durata del ciclo. In condizioni calde e siccitose e/o con colture attaccate nelle vicinanze, possono aver luogo reinfestazioni. In questo caso l’attività del predatore può essere ottimizzata con l’incremento dell’umidità relativa tramite nebulizzazione di acqua sulla coltura.

Confezioni: barattoli di plastica da 250 ml contenenti almeno 2000 predatori (per la maggior parte femmine adulte) mescolati a vermiculite inumidita. Prima della distribuzione si consiglia di ruotare dolcemente il barattolo in modo da uniformarne il contenuto.

Conservazione: in frigorifero in posizione orizzontale per qualche ora. NON congelare! Eseguire il lancio entro e non oltre 18 ore dalla consegna!

L’impiego di acaricidi selettivi (per es. Naturalis® a base di Beauveria bassiana) in determinati periodi dell’anno, soprattutto all’inizio dell’infestazione, può consentire sostanziali riduzioni dei quantitativi di lancio di seguito riportati.

CAMPI E DOSI DI IMPIEGO

Fragola

da 5‐6 fino a 10‐15 predatori/m² a seconda dell’infestazione; ripartire i quantitativi da introdurre in diverse settimane. E’ possibile distribuire il predatore anche nella fase autunnale del ciclo come primo inoculo

Peperone

da 6‐8 fino a 10‐15 predatori/m² a seconda dell’infestazione

Melanzana e Cucurbitacee
(melone, cocomero, cetriolo, zucchino)

da 10 a 15‐20 predatori/m² a seconda dell’infestazione; intervenire anche a livello localizzato nei focolai e ripartire il quantitativo di lancio in più riprese

Ornamentali

da 15 a 30 predatori/m² a seconda dell’infestazione; è consigliabile distribuire piccoli quantitativi ripetuti per diverse settimane nei periodi più a rischio di attacco del fitofago

 
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