Encarsia formosa

Parassotoide di Aleurodidi

Dettagli

Confezioni

Flacone di plastica da 15.000 pupari, Flacone di plastica da 3.000 pupari

Conservazione

Il prodotto va tenuto in un luogo fresco ed utilizzato appena possibile.
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Descrizione

E.formosa è stato “storicamente” il primo ausiliare disponibile a livello commerciale per il controllo biologico degli aleurodidi già dagli anni ’80 del secolo scorso; ultimamente il suo impiego si è progressivamente limitato alle serre del Centro e Nord Europa, essendo entrati in commercio nemici naturali più efficienti per l’ambiente mediterraneo. Nonostante questi limiti l’ausiliare rappresenta una pietra miliare nel controllo biologico in serra. E. formosa è un afelinide originario dell’America Centrale, oggi comune in tutto il mondo. Si tratta di una microscopica vespetta le cui popolazioni sono quasi esclusivamente costituite di femmine. Queste misurano circa 0,6 mm, hanno il torace nero e l’addome tipicamente giallo, mentre i maschi sono completamente scuri. La specie si riproduce per partenogenesi telitoca e non necessita di accoppiamento; la femmina depone le proprie uova nel corpo delle neanidi degli aleurodidi, preferendo normalmente il III° o il IV° stadio. Dall’uovo nasce una larva che a 23°C si impupa dopo circa 10 giorni, determinando contemporaneamente il viraggio di colore del pupario dell’ospite che nel caso di T. vaporariorum da bianco diviene nero, così da rendere evidente l’avvenuta parassitizzazione. Dopo circa altri 11 giorni da un foro dorsale di forma circolare del pupario sfarfalla l’adulto di E. formosa; in breve, lo sviluppo preimmaginale del parassitoide dura circa 21 giorni a 23°C, ma può variare da 15 a 32 giorni rispettivamente a 26 e 18°C. Una femmina di E. formosa depone circa 10-15 uova al giorno e vive in condizioni ottimali fino a 2-3 settimane; con le alte temperature la durata della vita si riduce a qualche giorno. L’afelinide può anche parassitizzare B. tabaci; le modalità di parassitizzazione sono similari a quelle sopra descritte ma il pupario assume un colore marroncino e non annerisce.

Campi e dosi di impiego

E.formosa può essere utilizzata su diverse colture orticole e ornamentali. Il parassitoide si impiega normalmente alla comparsa dei primi adulti degli aleurodidi onde ottenere un precoce equilibrio biologico. Individuati i primi fitofagi è buona regola iniziare un programma di lanci settimanali dell’afelinide fino al raggiungimento di un sufficiente livello di parassitizzazione (circa 60-80 %). Se le temperature sono ottimali trovano motivazione lanci “preventivi” di E. formosa a dosaggi minori. La distribuzione dei parassitoidi deve essere eseguita alle prime apparizioni del fitofago (dosaggio 2-4 pupari/m2) e preferibilmente ripetuta, a cadenza settimanale per almeno 3-4 volte al fine di consentire un progressivo controllo delle popolazioni di mosche bianche; non introdurre i parassitoidi con temperature minime inferiori a 15°C e superiori a 30°C.

Formulazione

E.formosa è confezionata allo stato di pupario parassitizzato con farina di legno come materiale disperdente

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